Coronavirus: e se toccasse all’Africa?

Il web magazine Focus on Africa lancia l’allarme: il Continente Nero è poco attrezzato per affrontare una pandemia che sta mettendo in ginocchio i Paesi più progrediti dell’Occidente. Da qui l’appello di numerose personalità per soccorrere il nostro vicino gigantesco e problematico, ricco di futuro ma pieno di problemi gravi, a cui non può aggiungersi il virus…

«Nel fronteggiare l’emergenza Covid-19 assistiamo, in Italia e in Europa, a una vera e propria corsa all’autoprotezione, come forma di prevenzione e di contenimento, e forse a un eccesso di allarmismo. Ma la vera emergenza Coronavirus, dopo la Cina, è l’Africa».

L'infettivologo Aldo Morrone, firmatario dell'appello lanciato da Focus on Africa
L’infettivologo Aldo Morrone

Si apre così l’appello sottoscritto da decine di personalità ed esperti che si occupano di Africa attraverso le pagine del magazine Focus on Africa, diretto da Antonella Napoli che ha lanciato l’iniziativa con un editoriale in cui si chiede che non si lasci solo il continente africano nella gestione di quest’allarme sanitario.

Tra i primi firmatari l’infettivologo Aldo Morrone, padre Alex Zanotelli, il senatore Pd Giani Pittella, il consigliere della Fao Jean Leonard Touadi, il giornalista e conduttore Andrea Purgatori, il fondatore di Possibile Pippo Civati e il portavoce Unicef Andrea Iacomini.

«Per ora sembra che il territorio africano sia stato risparmiato. Si è registrato un solo caso accertato, in Egitto». Proprio per questo, prosegue l’editoriale, «appare fondamentale approfittare del tempo a disposizione per organizzare al più presto una resistenza efficace all’invasione eventuale del virus. C’è il rischio che la situazione non possa essere controllata come si dovrebbe, intere aree del continente non sono assolutamente pronte a gestire un rischio di epidemia. Altro elemento di cui bisogna tenere conto, è la forte presenza di lavoratori cinesi che vanno e vengono dal paese di origine. Nonostante il pericolo di un collasso del sistema, come rilevato già da tempo dall’Organizzazione mondiale della sanità anche attraverso la voce del direttore generale, l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus durante la riunione dei ministri della salute dell’Unione africana del 22 febbraio ad Addis Abeba, l’Africa resta ai margini del dibattito sul Coronavirus».

Il missionario padre Alex Zanotelli, firmatario dell'appello di Focus on Africa
Padre Alex Zanotelli

Dall’allarme all’esortazione il passo è breve. Infatti, prosegue ancora l’appello: «Questa volta non si può abbandonare l’immenso continente e nostro dirimpettaio al proprio destino. Casi di contagio di massa potrebbero verificarsi in qualunque momento e la maggior parte degli ospedali non sarebbe in grado di far fronte a un numero elevato di pazienti bisognosi di cure intensive. I sieri per fare il test vengono mandati nei centri specializzati solo di alcuni paesi. Il 74% degli Stati africani ha un piano di preparazione alla pandemia influenzale generica, tuttavia la maggior parte di questi piani è obsoleta e i sistemi sanitari sono particolarmente vulnerabili e non in grado di far fronte a un’epidemia di Covid-19».

Inoltre «gli africani non conoscono ancora il Coronavirus, sono più spaventati da malaria, colera, ebola e tetano che continuano a fare centinaia di migliaia di morti ogni anno. Ora più che mai non si può e non si deve lasciare sola l’Africa». Termina l’appello.

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