Corte Federale tedesca vs Bce, ora tocca alla politica

La crisi del Coronavirus ha evidenziato l’insufficiente sviluppo delle istituzioni europee. La magistratura costituzionale tedesca ha ragione: tocca ancora agli Stati nazionali la tutela dei diritti fondamentali, tra cui quello al risparmio. A questo punto il Parlamento europeo deve attivarsi per colmare il gap.

La Corte Federale tedesca ha deciso il 5 maggio di chiedere alla Banca centrale europea di rendere conto sul rispetto del principio di proporzionalità nella sottoscrizione dei titoli di Stato. Il tema in questione è il rispetto del diritto alla tutela del risparmio, in questo caso del popolo tedesco.

La sede della Corte Federale tedesca

Se si considera la sensibilità del popolo teutonico sul risparmio e l’indebitamento, la questione non è da sottovalutare.

Il punto sollevato dalla Corte di Karlsruhe è squisitamente giuridico. Il giudice tedesco, sulla scorta di una consolidata giurisprudenza dei principali Giudici delle leggi nazionali europee (tra essi, in primis, la Corte costituzionale italiana) ha rilevato alla Bce che i diritti fondamentali sono prerogativa delle Corti costituzionali e non della Corte di Giustizia. Lo stesso principio di leale collaborazione tra le corti superiori non può non rispettare il tema delle identità nazionali che pure sono annoverate tra i princìpi dei medesimi Trattati dell’Unione europea.

Dunque, in punto di diritto, le affermazioni della Corte tedesca non devono essere per nulla sottovalutate, né tantomeno svilite in un mero conflitto tra organi di giustizia.

In esse c’è l’essenza delle relazioni che i giuristi esprimono con la locuzione «gerarchia delle fonti», ma che contiene la questione più ampia, e politica, della distribuzione dei poteri. Né l’attuale emergenza può essere l’occasione propizia per consentire alla Corte di giustizia di ribaltare l’ordine fin qui difeso dalle Corti costituzionali nazionali.

In fondo, l’incidente posto dalla Corte tedesca evidenzia il vero vulnus dell’attuale assetto istituzionale dell’Unione europea: Il coitus interruptus della Carta fondamentale europea.

Se le Corti costituzionali nazionali hanno ragione nell’affermare la primazia dei princìpi fondamentali delle Carte costituzioni nazionali, ciò dipende proprio per l’assenza di una Carta fondamentale europea. Questa soltanto sarebbe capace di definire la tavola dei valori democraticamente condivisa dai popoli europei.

La sede della Bce

A quel punto anche il ruolo della Corte di giustizia avrebbe piena legittimazione nel presidiarne i princìpi fondamentali.

Dunque, allo stato la questione non potrà restare affidata alla triangolazione, Corte Federale, Banca Centrale e Corte di Giustizia. Occorre l’intervento delle massime autorità politiche in un’opera di mediazione che raggiunga un punto di sintesi e di equilibrio fra le ragioni costituzionali di Karsruhe e quelle emergenziali del sostegno alle economie europee.

Nell’attuale fase di indubbia risalita dell’azione e della credibilità delle istituzioni europee spetta al Parlamento europeo, prima ancora che alla Commissione, di assumere l’iniziativa politica di mediazione e di contemperamento delle opposte ragioni, con l’indiretto coinvolgimento anche del governo tedesco. Il momento è propizio alle istituzioni europee: non lo lascino sfuggire nell’ignavia.

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