Coronavirus, ricordiamoci dell’Africa che rischia

C’è un’etica dell’emergenza e una della lungimiranza. Non abbandoniamo il Continente Nero che si appresta a combattere una battaglia più dura della nostra contro la pandemia


In questi lunghi giorni di clausura, giusta e triste, ho fatto tante cose: ho studiato, ho letto e riflettuto, sono stato assalito da angosce a cui ho contrapposto speranze, ho pensato all’oggi e soprattutto al domani, ho visto film affascinanti, vere lezioni per chi vive una fase come questa.

Un film bellissimo che non avevo ancora visto è Invictus, il film di Nelson Mandela, una apoteosi di eroismo, di lungimiranza, di leadership che ha incollato me e mia moglie letteralmente al video e alle parole, in particolare le parole indimenticabili che pronuncia il grande leader africano:

Morgan Freeman interpreta Nelson Mandela in Invictus

«Non importa quanto stretto sia il passaggio, quanto piena di castighi sia la vita, io sono il padrone del mio destino, io sono il capitano della mia anima».

Un messaggio eterno ed attualissimo che voglio rivolgere a tutti voi, lettori e amici, che condividete questa stagione di paura, di restrizioni, di rinuncia alla libertà, a volte, di malattia e di morte.

Sappiamo affrontare la emergenza di queste ore, quella vissuta in prima linea dagli operatori sanitari, dalle forze dell’ordine, tutti coloro che senza sosta e con passione immensa stanno riducendo i danni e preparando un futuro meno oppressivo e straziante.

Ma non rinunciamo a guardare oltre l’emergenza, non lasciamoci avvinghiare dalla dittatura dell’immediato.

Non concentriamo il nostro sguardo sugli atroci malanni della nostra casa, che si chiami Italia o Europa, guardiamo anche altrove.

Nelson Mandela (quello vero)

Non siamo miopi altrimenti pagheremo uno scotto memorabile.
Guardiamo a ciò che sta avvenendo al giovane continente africano, dove i primi casi di contagio indicano una spia allarmante che rischia di incendiare intere comunità le cui fiamme possono lambire e travolgere i nostri suoli e le nostre anime.

C’e’ un’etica dell’emergenza e c’è un’etica della lungimiranza.
Per questa ultima, insieme alla valorosa direttrice di questa rivista, Antonella Napoli, e a personalità importanti come Fiorella Mannoia. Andrea Purgatori e il missionario comboniano Alex Zanotelli che molto bene conosce l’Africa, abbiamo lanciato un appello.

Oggi l’Africa ha ancora più bisogno di noi, per le sue disastrose inadeguatezze sanitarie, per la sua immane demografia, per il suo esplosivo coacervo di ingiustizie immense e di privilegi enormi in mano a pochissimi.

Padre Alex Zanotelli


Dalla Unione Europea in particolare aspettiamo una iniziativa, per troppo tempo invocata e delusa.

Un piano straordinario per garantire professionalità mediche e paramediche adeguate, strutture sanitarie adeguate, presidi farmaceutici e protettivi efficienti.

Ai nostri piedi, mentre noi spegniamo l’incendio, può covare e svilupparsi un incendio ancora più gigantesco che ci riguarda.

Ecco perché rilancio senza timore di essere considerato un cultore del benaltrismo.
Il destino è comune, altro che benaltrismo.

Combattiamo insieme con la determinazione e l’autorevolezza, la lungimiranza e la dolcezza che Nelson Mandela ci ha insegnato con la sua opera e la sua vita.

[L’articolo che hai appena letto è apparso sul magazine Focus on Africa col titolo Covid-19, non guardiamo solo alla ‘guerra’ interna, non dimentichiamo l’Africa. Leggi qui la versione originale]

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