Un nuovo orgoglio per il socialismo di domani

Il socialismo liberale è la risposta alle sfide dell’era postmoderna. È l’anelito alla giustizia nella libertà nel mondo impoverito dalla crisi e atomizzato dalle nuove tecnologie. È un sentimento solido per reagire alle storture della società liquida…

Guardo il mondo percorso da una linea di frattura profonda, che separa l’un per cento dei super ricchi dal novantanove per cento in cui coesistono il ceto medio impoverito e gli indigenti.

Guardo il mondo e vedo guerre e tiranni, libertà confiscate e democrazie apparenti dove il despota di turno o il potere finanziario sempre più pervasivo e dilagante conculca il libero arbitrio, nega e sopprime i diritti umani e civili.

Guardo il mondo e lo vedo paralizzato dal dominio del web, portatore di conoscenze prima ignote ad una massa grande della terra, ma oggi diventato teatro di odi e veleni, campo di battaglia privo di regole, in cui sono devastati il rispetto delle persone e la privacy.

Ma guardo il mondo e vedo, finalmente, tante eccellenze, donne e uomini pieni di talento e intelligenza, dotati di visione, capaci di fatica, coraggio e lungimiranza. Sono milioni, che rappresentano cultura e arte, scienza e conoscenza, tesori tanto importanti quanto spesso trascurati e mortificati.

Questo mondo ha bisogno di socialismo. Certo, non del socialismo reale, di cui la storia ci ha tramandato la profonda illiberalità e i pesanti liberticidi: quello non è socialismo.

Ma questo mondo non ha bisogno neppure di quel socialismo annacquato, propugnato da chi ha pensato che, caduto il muro di Berlino, sorti magnifiche e progressive avrebbero sorretto l’umanità senza più bisogno di una politica riequilibratrice.

C’è bisogno del socialismo liberale, che affronti la piaga della ineguaglianza, che costruisca condizioni di giustizia, che alimenti e incoraggi il merito, che sconfigga la tirannia dei despoti, della finanza e del web non regolato.

Solo un nuovo socialismo democratico e liberale può affrontare le tre grandi questioni del nostro futuro: lo sviluppo della intelligenza artificiale, lo squilibrio demografico abissale tra le aree del mondo, il cambiamento climatico e la prevenzione dei disastri che esso porta con sé e di cui purtroppo, si vedono già le avvisaglie.

Quella per il socialismo liberale è una battaglia da fare a partire dall’Italia, dove il termine socialista è stato bandito dalla politica dopo la stagione di tangentopoli. È una battaglia da condurre in Europa e nel mondo, dove le forze socialiste e progressiste arrancano.

Noi questa battaglia la faremo, attraverso questo sito, attraverso il libro che ho scritto assieme a Enrico Caterini e con gli apporti preziosi di Anna Lucia Valvo, Antonella Napoli, Domenico Pittella, Salvo Andò, Francesco Ronchi e Saverio Paletta. Questo sito è uno strumento per voi, per noi, per tutti coloro i quali sentono di essere per la giustizia e per la libertà e magari ancora non sanno di essere socialista.

Questo sito sarà una pagina aperta ai vostri scritti, alle vostre riflessioni, alle vostre proposte.

Il sito ci seguirà in tutta Italia ed anche oltre, ovunque ci troveremo a portare avanti queste idee. Non ci interessa fondare partiti: vogliamo, più semplicemente, risvegliare l’amore per le lotte socialiste, un amore essenziale in un mondo che pretende giustizia ed equità. 

Nel deserto intellettuale che si sta espandendo, non esiste la democrazia, ma la gestione, non esiste la liberta, ma l’organizzazione, non esiste la ridistribuzione, ma l’accumulazione, non esiste la solidarietà ma la massimizzazione dell’utile individuale.

Da questa impasse possiamo uscire, non con la restaurazione di vecchie ideologie, ma con un rinascimento e con una realizzazione di ideali e valori, anche nuovi.

Ne usciamo, non anelando a un’era felice, a un mitico Eden passato, come propongono i conservatori di destra, ma guardando al futuro.

Ne usciamo, non ricostruendo l’idillio di un ethnos escludente, ma costruendo una citta nuova. Dove le gentes diventano cives. Dove il clan e i legami di sangue diventano legami includenti di fiducia e di empatia. Dall’ethnos all’ethos.

Ne usciamo con un nuovo paradigma, con un’era nuova, dunque: sistemica, umanista e tecnologica, progressista, che crede nel futuro, senza costruire nuovi Golem.

Ne usciamo cercando nuovi mari, con nuove idee e nuovi progetti. Idee che, per quel che mi riguarda, non sono opzioni neutre in un mercato intellettuale dominato dalla sostituibilità fra prodotti, persone, valori.

Ne usciamo con idee di sinistra: antitetiche, non nemiche della, ma alternative alla destra.

Ne usciamo tornando al mangiare il pane insieme e al volere anche le rose, forti di un ritorno all’Umanità.

Non siamo numeri. Non siamo merce. La fine delle ideologie rischia, oggi, di diventare la classica notte in cui tutte le vacche sono nere,

Sinistra e destra non contano più? europeisti ed egoisti sono uguali?

No. Io penso l’esatto contrario.

Dalla notte usciamo con la luce di idee nuove, che guardino al futuro, con il cuore oltre l’ostacolo e i piedi ben piantati in terra.

E, allora, accendiamola, questa luce.

Gianni Pittella

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