I pericoli della tecnica e le trappole del razionalismo

La neutralità della tecnica è solo un mito che maschera male la sua natura di strumento al servizio del potere capace schiacciare o mettere in secondo piano le esigenze di giustizia, imprescindibili in una società civile

La tecnica, grazie alla sua neutralità intrinseca, facilita l’abbandono dei giudizi di valore e, quindi, l’abbandono del medium culturale, ergendo se stessa a giudice -in apparenza – obiettivo ed imparziale. Ma questo ruolo della tecnica si rivela tutt’altro che “terzo” e malcela la cruda realtà di uno strumento al servizio del potere.

Ciò ha consentito che alcune profonde ingiustizie fossero ricoperte dal manto della oggettività e dell’imparzialità e quindi sottratte al più elementare sentimento di riprovevolezza.

La logica razionalistica ha avuto il sopravvento sul sentimento di giustizia, senza che ciò provocasse disdegno sociale e per di più dietro il paravento dello scientismo.

Questa rincorsa del desiderio come «diritto» ha cancellato dal panorama ideale e dal fantasma di senso e di immaginazione il tema del «dovere».

[Tratto dal capitolo La riscoperta del dovere, di Enrico Caterini]

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