Eguaglianza e diritti, il socialismo e la dignità della persona

La sfida dell’immediato futuro consisterà nel creare una rete di solidarietà a cui tutti dovranno contribuire per riequilibrare i rapporti sociali e assicurare a tutti le condizioni minime per un’esistenza libera e dignitosa

Nel promuovere il recupero della società emarginata dal mercato, l’eguaglianza richiede l’effettività dei diritti. Senza effettività non si offriranno opportunità ma mere dichiarazioni e queste trasformeranno un ordinamento sociale di diritto in un ordinamento liberale. L’eguaglianza, considerata nella politica socialista, deve realizzare il minimo vitale per chiunque, deve cioè assicurare le condizioni basilari per un’esistenza libera e dignitosa di ogni persona, a prescindere dalla condizione giuridica di partenza, ad esempio la cittadinanza. Alcuni diritti fondamentali come la salute, l’alimentazione, l’istruzione, l’abitazione, i trasporti, l’accesso al lavoro, devono essere trattati non solo come diritti universali ma anche come doveri.

Ma tutti i diritti universali subiscono dissezioni. Vi sono tanti diritti alla salute, all’abitazione, all’alimentazione, all’istruzione. Non tutti possono essere assicurati a tutti perché tutti i diritti costano. Una società del benessere improntata al socialismo personalista deve sapere discriminare i diritti e i doveri universali per tutti in base alla loro sostenibilità, in modo da renderli non condizionati al mercato.

Nessun membro di una convivenza sociale improntata al valore della persona, e quindi all’eguaglianza effettiva assicurata nella sua componente minima, può sottrarsi ai doveri di solidarietà assolti attraverso la contribuzione fiscale e il lavoro sociale.

Ma eguaglianza deve significare anche distribuzione equa dei poteri nella realizzazione dell’interesse generale. Nessun monopolio pubblico. Il privato, nella forma singola o associata, deve essere pienamente abilitato a perseguire e realizzare l’interesse generale. La sussidiarietà orizzontale diventa strumento di eguaglianza che ammette l’azione delle comunità private all’interesse generale.

L’epoca recente è caratterizzata da un difetto di eguaglianza. Questo principio è sempre più disatteso, o subordinato alle libertà, soprattutto economiche.

[Tratto dal capitolo I dilemmi del debito pubblico, di Enrico Caterini]

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