Democrazia e partecipazione, le nuove vie della rete

Finora il web ha contribuito all’erosione della sovranità degli Stati, senza tuttavia generare una propria sovranità cibernetica e una cyber democrazia. Eppure internet, di cui tanto si è abusato in tempi recenti, contiene gli anticorpi alle nuove forme di autoritarismo e offre opportunità importanti per riappropriarsi degli spazi lasciati dalla politica

Ad ulteriore conferma della necessità di una più compiuta affermazione di internet come spazio sociale comune e della eliminazione del divario digitale ancor oggi imperante, si ricorda che all’esito della erosione di sovranità subita dagli Stati a favore di poteri vagamente localizzati, non ha corrisposto l’effettiva affermazione di una sovranità cibernetica e men che meno, allo stato attuale, di un sistema di cyber democrazia.

L’impensabile accelerazione degli scambi e delle comunicazioni che ha caratterizzato l’epoca della globalizzazione – con quel che ne è conseguito in termini di mutamento dell’ordine internazionale ha determinato, tuttavia, non solo una sorta di decontestualizzazione del potere ma anche una crisi sempre più evidente dei sistemi di democrazia considerati nel loro complesso (e nelle loro complessità).

E mentre la rete sembrerebbe solcata da nuovi venti di libertà e dall’acquisizione di spazi di sovranità alternativa, si può invece constatare nella realtà fenomenica che i due generi di sovranità (quella virtuale e quella politico-territoriale degli Stati), vivono e hanno ragion d’esistere l’una in funzione dell’altra.

L’analisi realistica dello scenario attuale caratterizzato da nuovi spazi di politica virtuale rende necessaria una riflessione sulle possibili, future evoluzioni di eventuali forme di democrazia virtuale.

Il discorso è abbastanza semplice: a fronte dell’erosione della sovranità degli Stati, a fronte della sostanziale divaricazione fra potere effettivo e politica – con conseguente entrata in crisi dei sistemi di democrazia rappresentativa – occorre che i cittadini si riapproprino, anche tramite la rete se necessario, dei loro strumenti di partecipazione democratica.

In altri termini, dinanzi allo scenario attuale in cui i governi e i rappresentanti politici dei cittadini non esprimono più non solo le istanze spontanee del popolo, ma neanche le istanze e le ideologie dei partiti di appartenenza, la rete, intesa come nuovo spazio socio-giuridico e politico globale, può costituire un valido deterrente per l’affermazione di nuove e pericolose dittature, reali o virtuali, o, comunque, di derive autoritarie.

[Tratto dal capitolo Democrazia in rete, di Anna Lucia Valvo]

Leave a Reply

Your email address will not be published.