Il socialismo secondo Pittella e Caterini

La recensione di “Per un socialismo liberale europeo” pubblicata da “Il Quotidiano del Sud”

Desiderosi di delineare una nuova identità politica, italiana,  europea e globale, Gianni Pittella, ex capogruppo socialista al Parlamento europeo e attuale senatore del Pd, ed Enrico Caterini, docente di Diritto privato all’Università della Calabria, con il loro recentissimo Per un socialismo liberale europeo, rispondono alle problematiche di un secolo globalizzato, ricercandone le soluzioni in una profonda ristrutturazione del socialismo liberale, inteso quale unico mezzo per una “rinascita sociale”.

L’opera nasce dal lavoro di una squadra autorevole, composta dall’ex ministro Salvo Andò, da Anna Lucia Valvo, docente ordinaria di Diritto dell’Unione Europea all’Università Kore di Enna, dalla giornalista Antonella Napoli, dall’avvocato Domenico Pittella e da Francesco Ronchi. Il tutto coordinato dal giornalista Saverio Paletta e accompagnato dalla prefazione di Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Ue.

Dal lavoro all’istruzione, dalla giustizia all’economia, dal particolarismo nazionale all’universalismo, gli autori, rappresentanti della “sinistra coraggiosa”, con uno stile elegante e pieno di finezze, analizzano i motivi storici che hanno comportato la battuta d’arresto e l’incapacità di adeguamento dell’immensa eredità della socialdemocrazia del Novecento, ad una società che appare mutata e dominata dall’antipolitica, nutrita solo della banale gestione dell’esistente.

Uno strappo radicale, quindi, dalle vecchie pagine intrise di statalismo della tradizione socialista, che essi si propongono di riscrivere e adeguare alla luce di una visione nuova, che abbia quale priorità assoluta, la valorizzazione della sfera esistenziale e relazionale della persona umana.

Il rinnovamento coinvolge la persona, a partire dalle garanzie dei lavoratori e dei soggetti più deboli, fino alla meritocrazia con un giusto equilibrio tra meriti e bisogni, rivisti oggi in chiave comunitaria, e nondimeno incentiva la cultura che elimina le grandi discriminazioni dovute al diseguale accesso al sapere.  

Un vero e proprio “manifesto”, dunque, che ha l’intento di stimolare l’area socialista, che oggi conserva chiara la propria identità culturale, nonostante appaia dispersa tra il Pd e altri partiti politici.

L’opera abbraccia, poi, la dimensione europea. Un’Europa che la sinistra deve saper declinare al proprio solidarismo, completando così la battaglia politica portata avanti per decenni da Pittella, a favore della nascita degli Stati Uniti d’Europa.

Chiude il volume il Dodecalogo, una raccolta di dodici principi che sintetizza quelli espressi nel libro e apre una duplice prospettiva che, da un lato, mira a realizzare una cesura con il socialismo del passato, e dell’altro, fornisce gli strumenti culturali e di pensiero che creano un percorso in progress, che è l’unico con cui la moderna sinistra può dimostrare di avere ancora molto da dire.

Un invito, in tale rifiuto di continuità ideologica tout court, a non arrendersi, ad andare oltre, con coraggio, speranza e determinazione, “declinando al futuro” le radici proprie del loro tradizionale credo.

Antonietta Maria Rimola

[Il presente articolo è apparso a pagina 23 de Il Qtuotidiano del Sud del 18 maggio 2020 col titolo Il socialismo secondo Pittella e Caterini]

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