Repubblica e la presentazione del due marzo

L’edizione napoletana del quotidiano si sofferma su “Per un socialismo liberale europeo” e traccia uno scenario delle imminenti Regionali in Campania

«Non vorrei entrare nella vicenda proprio in questi giorni». Sorride, ed evita l’ostacolo, Goffredo Bettini.

L’uomo considerato come il massimo ispiratore della attuale linea politica del Pd, era ieri a Napoli per la presentazione di un libro sul socialismo europeo scritto da Gianni Pittella ed Enrico Caterini.

Una sola riflessione sulle regionali: «Sul piano generale è chiaro che più è largo il campo meglio è. Il resto dipende dalle situazioni locali».

Sul piano generale Massimo D’Alema, presente pure lui al convegno, è perentorio: «Dovevamo “vedere” il gioco dei Cinque stelle già dopo le elezioni, averli esorcizzati è stato l’ultimo crimine della gestione precedente».

Dato a Renzi ciò che è di Renzi, resta il fatto che il dialogo in Campania è in queste ore quasi arenato. Il motivo di fondo è che il pressing nazionale sui Cinque stelle passerà dalla probabile convocazione dei militanti liguri, domani, per pronunciarsi su eventuali alleanze.

Il reggente del Movimento Viti Crimi aspetterà questa già difficile consultazione per passare poi al caso Campania. Ma intanto il messaggio inviato al Pd resta lo stesso: in campo c’è Sergio Costa, questa è l’ultima frontiera, si illude chi pensa che dai tavoli possa uscire un terzo nome, il superamento del braccio di ferro su Costa e De Luca.

È questa la versione che Valeria Ciarambino, portavoce regionale del Movimento, ha ripetuto ieri, nella sua forma più cruda: «Lavoriamo da tempo a una proposta con Costa. Un nome il cui valore non può essere oggetto di tavoli e incontri nelle segrete stanze. Chi vuole sostenerla non ha bisogno di organizzare tavoli».

L’appunto finale vola verso il segretario provinciale del Pd, Marco Sarracino, che invece pressa perché «in settimana occorre una risposta, altrimenti procederemo per conto nostro». Una linea che si alimenta di pressing nazionali.

«Non possiamo permetterci più di tergiversare», ha rilevato Camilla Sgambato, altra campana in segreteria nazionale.

Ieri è arrivato anche il pungolo del neo-senatore Sandro Ruotolo, sotto forma di «appello pubblico che rivolgo ai 5 stelle della Campania». E oggi Sarracino riunirà i segretari di circolo alla presenza dell’ex commissario Michele Meta, per preparare meglio lo show-down di fine settimana.

Il muro di Ciarambino dice però che, per ora, le comunicazioni paiono interrotte. Né fanno da ambasciatori i due diretti interessati, ovvero il ministro Sergio Costa e il governatore Vincenzo De Luca.

Il primo ieri era in Campania per una serie di iniziative. E in Terra dei fuochi ha attaccato: «Aumentano le denunce, i sequestri, gli arresti, gli elementi significativi sull’attività operativa delle forze dell’ordine, ma aumentano anche i roghi. È il momento in cui anche gli enti locali ci diano una mano».

Ce l’ha con i Comuni, ma il contrasto ai roghi è stato negli ultimi mesi terreno costante di scontro con De Luca. Che infatti replica: «La Regione è l’unica istituzione che ha lavorato seriamente per affrontare il problema del ciclo dei rifiuti e la bonifica e rinascita della Terra dei Fuochi. Tutti gli altri hanno parlato, noi stiamo agendo».

Già che c’è annuncia che «in un anno e mezzo avremo ripulito la Campania dalle ecoballe».

Il tavolo è lungi dall’essere costituito, la campagna elettorale fra i due pare invece già in pieno svolgimento.

[Articolo di Roberto Fuccillo, apparso su Repubblica (edizione di Napoli) del 3 marzo 2020 a pagina 7]

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